Con gli esempi del Neorealismo italiano e della Nouvelle Vague francese ben presenti in mente, i cineasti americani danno vita al “New Cinema” negli anni ’60, confermando definitivamente Hollywood come la casa del cinema contemporaneo (sebbene dovremmo dire più correttamente “la fabbrica”).

La ribellione giovanile, i movimenti studenteschi, le contestate scelte in politica estera del governo degli Stati Uniti, scuotono le fondamenta della nazione; il cinema risponde con alcuni dei suoi maggiori artisti: Stanley Kubrick e Robert Altman tra i registi, Marlon Brando, Jack Nicholson, Robert De Niro, Dustin Hoffman, Meryl Streep e Glenn Close tra gli attori. Tutto viene messo in discussione, le istanze della nuova generazione vengono raccolte ed elaborate in forme cinematografiche sempre più complesse e allusive.

La Nouvelle Vague

Risponde anche l’Europa, che in parte anticipa il movimento americano con la Nouvelle Vague proveniente dalla Francia: in un mondo che sembra troppo vecchio per i giovani, un gruppo di registi neanche trentenni vive secondo le avanguardie del momento, scosso da desideri che non hanno più nulla a che fare con quelli dei padri. Pace, sesso, droghe, impegno politico, abiti stravaganti, un senso di libertà che inebria sino a far male, senza mai lambire l’ipocrisia: è il meraviglioso cinema di François Truffaut e Jean-Luc Godard.

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