Si è detto che per secoli la pittura ha cercato di imitare la realtà, spesso rappresentandola in modo fedele, altre volte trasformandola, plasmandola, piegandola, perturbandola come la superficie del mare. Qualunque sia la corrente pittorica preferita o in esame, è stata la pittura ad aver fissato i canoni del reale almeno per 500 anni. Gli aristocratici che desideravano essere ritratti si rivolgevano ai migliori pittori disponibili, le scene di caccia e di svago erano dipinte per le corti, la vita quotidiana dei contadini poteva essere rappresentata solo dagli artisti più liberi e moderni.

La realtà diventa oggettiva

Abbiamo visto come, dal 1800 in poi, molti pittori hanno scelto di staccarsi dalla rappresentazione del reale oggettivo per mostrare la loro realtà, filtrata dalle proprie sensazioni. Questo cambiamento radicale è coinciso – ed è stato stimolato – dalla nascita della fotografia: in un attimo, la realtà vera e inopinabile sembrava apparire netta e chiara agli occhi delle persone e degli artisti; uno scatto fotografico conteneva il vero e tagliava come una lama il filo che collegava passato e presente.

La rivoluzione del dagherrotipo

È Louis Daguerre a inventare il procedimento fotografico che prenderà per l’appunto il suo nome, dagherrotipo. Secondo gli esperti, è il 9 luglio 1893 la fatidica simbolica in cui ha inizio la storia della fotografia: lo scenografo francese ottiene infatti il brevetto dall’Accademia di Scienze di Parigi. È ovviamente una tecnica ancora “primitiva”, ma è già possibile copiare e replicare gli scatti, una rivoluzione che fino a qualche tempo prima era impossibile anche solo da immaginare.

Il mondo cambia due volte in un attimo

Con la fotografia il mondo visivo cambia in un attimo: lo dimostra la rapida evoluzione delle tecniche di scatto, che in poco più di quarant’anni porta alla creazione dapprima delle macchine fotografiche portabili e poi della prima pellicola a colori.

Ma c’è un’ulteriore rivoluzione nella rivoluzione che procede parallela a quella della fotografia: si chiama cinematografo, uno strumento destinato a mutare ancora di più il volto dell’espressione artistica e veritiera della realtà, un doppio cambiamento che ancora oggi è più vivo che mai.

Lo scopriamo negli articoli successivi, all’interno dei quali vi verrà presentato il mondo del cinema dalle sue origini alle più recenti tendenze.

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